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PD: riflessioni del dopo voto

  • Apr 21, 2008
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PD: riflessioni del dopo voto



Il voto del 13 e 14 aprile ha visto la vittoria della coalizione di centrodestra, composta da PDL e Lega Nord. Il PD incassa dunque una sconfitta, le cui ragioni devono essere capite e approfondite. Ma occorre anche dire che il risultato elettorale non è deludente come alcuni lo descrivono. Tra PDL e PD infatti in provincia abbiamo un sostanziale pareggio (una incollatura), a Lecco città ed in molti comuni siamo il primo partito. In condizioni di estrema difficoltà, derivata dalla crisi del governo Prodi, il PD ha preso più voti dell’Ulivo del 2006, quando fortissimo in tutta Italia era il sentimento di rifiuto verso Berlusconi. Il voto di quest’anno è il frutto, nel bene e nel male, di scelte importanti, come la presa di distanza dall’esperienza dell’Unione, dalla coalizione estesa e conflittuale, che per la seconda volta aveva i numeri per battere Berlusconi ma per la seconda volta dimostrava di non essere in grado di esprimere una soddisfacente capacità di governare. È stato sbagliato non prendere atto subito della limitatezza del consenso in Parlamento, com’è stato negativo che ogni componente dell’Unione pretendesse di mettere le proprie bandierine, dando all’Italia uno spettacolo non certo edificante, di lottizzazione e di spreco. Il PDL ha vinto solo grazie all’alleanza con la Lega, i cui voti risultano determinanti per il governo. La Lega ha incassato in gran parte la nuova domanda di rappresentanza politica che il nord da tempo esprime ed a cui noi dobbiamo saper rispondere più adeguatamente senza cadere nella tentazione di fare il partito nordista né in quella di considerare il voto leghista semplicemente una protesta. La nascita del PD, la sua scelta di non riproporre l’Unione e di semplificare il quadro politico ha spinto anche il centrodestra a un’alleanza meno ampia. Ora il quadro è chiaro: chi ha vinto ha i numeri per governare e chi è in minoranza ha la forza per fare una opposizione basata sul merito per prepararsi al futuro governo del Paese. E può farlo partendo dal nord del Paese ed in particolare dalla regione Lombardia che potrebbe andare al voto anticipato a causa delle scelte personali del presidente Formigoni. In questi anni di governo Prodi sono state compiute scelte, per il federalismo con l’apertura di un tavolo bipartisan di trattativa con il Governo, per la modernizzazione dell’amministrazione pubblica, per le infrastrutture promesse e mai fatte in Lombardia (es. nuovo ponte Olginate-Calolzio, Lecco-Bergamo), per l’innovazione e la ricerca di cui ha beneficiato il nostro Politecnico. Già dalle prossime occasioni elettorali regionali amministrative ed europee, dimostreremo la nostra volontà di dare al Nord le risposte che cerca. Il pragmatismo del Nord non va considerato senza anima e dettato dall’egoismo che perciò si esprime contro Roma e guarda con simpatia la Lega e pesa il progresso in base ai chilometri quadrati di strade e ferrovie ed alla quantità di collegamenti aerei. Un giudizio di questo genere è fuorviante e porta ad infondati commenti sul fenomeno leghista, che ormai, può piacere o meno, rappresenta dei “valori” (che non si esorcizzano definendoli pseudo valori) che attraversano tutte le classi sociali e tutti i territori del Nord compresi quelli che non hanno il problema Malpensa. Infatti la Lega anche in Veneto ed in Piemonte raddoppia i voti. La Lega rappresenta con esasperazione una idea di società che si è stratificata intorno a temi quali l’immigrazione e la sicurezza, la difesa protezionistica dalla globalizzazione ed il federalismo fiscale. Temi dei quali il PD, pur avendo proposte credibili, non è riuscito a trasformarle con altrettanta efficacia in linguaggio popolare, confermando l’impressione di essere un partito centralista anziché federale. In realtà se oggi si può parlare di federalismo è proprio perché l’Ulivo nel 2001 ha introdotto le modifiche al Titolo V della Costituzione che oggi tengono aperto lo spazio per applicare un federalismo differenziato sui poteri delle Istituzioni ed un federalismo fiscale.

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  • Apr 21, 2008
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Domani è l'Earth Day: 24 ore per sensibilizzare i governi sull'ambiente

  • Apr 21, 2008
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Domani è l'Earth Day: 24 ore per sensibilizzare i governi sull'ambiente
Con un pensiero anche alle nostre azioni quotidiane

Musica e piccoli gesti
per il futuro di tutti

di JOVANOTTI


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Jovanotti

NON sono Al Gore... In realtà io faccio una vita piuttosto normale, insieme alla mia famiglia semplicemente cerchiamo di rispettare l'ambiente nei piccoli gesti quotidiani. Io sono, per carattere, non catastrofista. Cercherei di fare un ritratto abbastanza positivo della situazione. Ci sono dei segni molto positivi che stanno arrivando: pensate quanto è cambiata la coscienza ecologica negli ultimi 10 anni. È cambiata veramente tanto.

Ci sono anche dei segni che ci indicano che abbiamo preso la strada sbagliata: come la tendenza ad antropomorfizzare la natura. Questa idea che la natura è una specie di parente che ogni tanto bisogna andare a trovare non è una idea sana secondo me: la natura è tutto. Siamo passati dal futuro come promessa, al futuro come minaccia. E questa è la vera forma di resistenza che noi dobbiamo portare avanti: cercare di tornare, di recuperare una visione del futuro come promessa e non del futuro come minaccia.

Io vengo dal rap: dalla musica più urbana che c'è. Però, a maggior ragione, nascendo dalle città il rap ha una grande ansia, ha una forte anelito verso il corpo, verso comunque l'essere naturale. E questa secondo me è l'esigenza di una comunità cresciuta in una condizione totalmente urbana che per forza di cose va a cercare una natura dentro di se, attraverso un tipo di musica.

Questa ricerca di un senso di giustizia da parte di molti artisti secondo me ha a che fare semplicemente con il fatto di essere artisti. Perché nella musica a volte si intravedono mondi perfetti. Nella musica si intravedono mondi equilibrati. Un artista come Bono, che è un grande artista, che vive momenti di estasi dentro gli stadi pieni di gente che lo amano, ha visto quell'energia e quel momento di utopia sospesa tante volte.


Quindi si muove in quella direzione, spendendosi in prima persona e credo con dei risultati eccezionali. Tutto questo fa sì che lui porti tutto questo bagaglio e lo faccia diventare politica. Politica in una maniera moderna, alla maniera sua. Dopodiché da lì il passo è breve per capire che tutto è collegato: la povertà di gran parte di questo pianeta ha a che fare con la distruzione sistematica degli ecosistemi del nostro pianeta.

Sicuramente c'è un grosso movimento. Io per esempio sono amico di Ben Harper, se ne parlava proprio qualche giorno fa di questa aria che sta venendo fuori attraverso di lui, attraverso gente come Jack Johnson che ha scritto sul suo disco "Questo disco è stato realizzato interamente con energia solare".

Ho chiesto all'Enel di fare un lavoro per l'emissione zero di anidride carbonica durante la mia tournée. Calcoleranno, con una onlus che offre questo tipo di servizio, una media di emissioni. Non solamente relativa alle mie macchine, agli spostamenti del camion e all'elettricità prodotta dal concerto, ma anche alle macchine del pubblico che arriverà. Quindi tutte le emissioni prodotte da un mio concerto. E faranno progetti di riforestazione nella provincia dove avviene il concerto.

Come genitore penso veramente che le cose cambieranno, Rispetto alla coscienza ecologica stanno già cambiando. Stanno cambiando anche in questo momento. In fondo ciò che è utile diventa automaticamente bello. Io vorrei vedere i nostri centri storici pieni di pannelli solari, perché sono molto belli.

È la funzione che esercitano che li rende belli. Così come il corpo di una donna è bello perché è riproduttivo, allo stesso modo è interessante tutto quello che ha a che fare con l'ecologia oggi perché ci fa venire in mente la riproduzione della nostra specie, la sopravvivenza della nostra specie.

Tutte queste eliche lungo i nostri crinali all'inizio disturbavano un po', adesso sempre meno. Tra un po' sarà bellissimo vedere un crinale con le eliche per l'energia eolica. Così come, probabilmente, negli anni '50 e '60 un "signorotto" passando davanti ad una delle fabbriche che sbuffavano fumo avrà pensato: "Che meraviglia il mondo moderno!". Dobbiamo andare un futuro in cui non c'è più l'Earth Day, ma è tutti i giorni Earth Day.

Ecco il testo del monologo , in onda domani su Sky Cinema Mania alle ore 20.40 con il titolo "Conversazione con Jovanotti"


(21 aprile 2008)

Post a comment Tags: earth day, governo, ambiente, partito democratico

Voto PD perché è il Partito Democratico.

  • Apr 12, 2008
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Cartolina di Ottavia Piccolo

Voto PD perché è un Partito Democratico.

Voto PD perché è il Partito Democratico.

Voto PD per Proteggere i Deboli.

Voto PD perché le donne non debbano Partorire con Dolore

Voto PD perché, Per Dinci, lo Stato sia laico

Voto PD perché arrivino Pensioni Decenti.

Voto PD per Promuovere il Dialogo

Voto PD perché Prodi non si Dimentica.

Voto PD perché Perda la Destra.

Voto PD per Punire il Demagogo.

Voto PD perché Presto, Domani, il conflitto d'interessi

sia risolto, ma davvero.

Voto PD perché Presto, Domani, le leggi ad personam

siano ricacciate nelle menti di chi le ha partorite

Voto PD perché Presto, Domani; la disciplina

delle frequenze tv venga fatta rispettare

Voto PD perché…, mai Più Dini.

Voto PD perché mi fido di Palter Deltroni. Ops,

pardon, mi fido di Walter Veltroni.

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Walter a Milano

  • Apr 10, 2008
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http://www.democratica.tv/video/3881


Veltroni a Milano



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"La più spettacolare rimonta della storia italiana" Siamo a un’incollatura

  • Apr 8, 2008
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"La più spettacolare rimonta della storia italiana"

Siamo a un’incollatura

“Stiamo assistendo alla più spettacolare rimonta della storia politica italiana”. E’ Walter Veltroni che parla, durante il suo Giro dell’Italia Nuova, che lo ha portato a Brindisi, dove ad aspettarlo ha trovato 15 mila persone.
Veltroni è sicuro, i dati parlano chiaro che è in atto una grandissima rimonta da parte del PD.

Qualche settimana fa – ribadisce - ci davano dieci punti sotto. Oria siamo a una incollatura dalla destra”

E’ entusiasta il leader del Parito Democratico, tanto che è sicuro di riuscire a toccare insieme a quanti sostengono lui e il PD “l’ultimo miglio per raggiungerli e superarli”.

Dopo Brindisi lo ripete ancora a Lecce, in piazza Sant'Oronzo: “Mai come oggi è chiaro che possiamo vincere".

Veltroni è soddisfatto per l'entusiasmo che ha trovato ovunque è stato, soprattutto tra i giovani, e in questi giorni anche in Puglia. Nei tre comizi a Bari, Brindisi e Lecce ha sollecitato l'impegno attivo di tutti i simpatizzanti a mobilitarsi perché "la politica non è come una partita di calcio dove non tutti possono scendere in campo e si assiste da spettatori al risultato finale. Stavolta, se si vince o si perde il merito sarà di tutti noi".

E poi ricorda che all’inizio sembrava "un viaggio difficile, sembrava impossibile ma ora abbiamo realizzato la più grande rimonta della storia della politica italiana".

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Quattro principi per l'Italia

  • Apr 8, 2008
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Quattro principi per l'Italia

Caro Berlusconi,

mi rivolgo a lei perché penso si debba condividere, da italiani prima ancora che da candidati alla guida del Paese, una sincera preoccupazione, resa tale da recenti atti e dichiarazioni politiche. E perché credo sia giusto e doveroso assumere, di fronte al popolo italiano, a tutti i cittadini, un impegno di chiarezza su alcune grandi questioni di principio, questioni che chiamerei di lealtà repubblicana.

Non penso ovviamente agli aspetti legati ai nostri programmi di governo. Questi sono, e devono essere, distinti e alternativi, lasciati al libero confronto politico, come avviene nelle grandi democrazie. Saranno gli italiani a giudicare la bontà delle nostre proposte, la loro concretezza, la loro attuabilità. E chi guadagnerà un solo voto in più, è la mia convinzione che voglio ribadire ancora una volta, avrà il compito e l’onore di governare l’Italia, sulla base proprio del suo programma.

L’impegno che le chiedo e che io sono in grado di assumere con assoluta determinazione riguarda altro, riguarda di più, perché ha a che fare con la vita, l’identità e le istituzioni del Paese; con le basi stesse della nostra convivenza civile, con i valori che la presiedono e che in sessant’anni di storia repubblicana hanno permesso all’Italia di diventare la grande nazione che è, uno dei pilastri della nuova Europa.

Le chiedo allora se è disposto a garantire formalmente e in modo vincolante che lo schieramento da lei guidato, quale che sia il suo futuro ruolo, di opposizione o di maggioranza, non verrà mai meno in alcun modo e rispetterà sempre con convinzione questi quattro fondamentali principi: la difesa dell’unità nazionale, che è il bene più prezioso che abbiamo, il legame che ci fa sentire italiani e orgogliosi di esserlo; il rifiuto di ogni forma di violenza, attuata o anche solo predicata, e per questo portatrice di divisione e di odio; la fedeltà ai principi contenuti nella prima parte della nostra Costituzione, fedeltà che non solo non contraddice, ma dovrà guidare, ogni impegno di adeguamento della seconda parte della Carta; il riconoscimento e il rispetto della nostra storia, della nostra identità nazionale e dei suoi simboli, a cominciare dal tricolore e dall’inno di Mameli.

Gli italiani, su tutto questo, hanno il diritto di avere risposte e certezze. E chi, alla guida del governo o dell’opposizione, si appresta ad assumere le più grandi responsabilità, ha il dovere di assicurare tutto il suo impegno per garantirle, sapendo che prima di ogni altra cosa, al di sopra di ogni interesse di parte, c’è il bene comune, ci sono gli interessi nazionali.

Cordiali saluti,
Walter Veltroni

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Alitalia, Berlusconi fa la questua «Per la cordata basta poco»

  • Apr 3, 2008
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Alitalia, Berlusconi fa la questua «Per la cordata basta poco»

Romano Prodi: «La trattativa riprenda»


 Alitalia

Air France se n'è andata. Via libera dunque alla cordata di Berlusconi? A sentire le sue dichiarazioni sembra ancora lontana. «Rivolgo nuovamente l'appello all'orgoglio degli imprenditori. Nel loro interesse bisogna salvare l'Alitalia. Agli imprenditori dico che non bisogna partecipare con milioni e milioni, basta una "fiche": noi non possiamo rinunciare alla compagnia di bandiera».

Un appello che per ora è caduta nel vuoto con le smentite di una settimana fa di Banca Intesa, Benetton, Eni e Mediobanca alla chiamata in correo del Cavaliere (subito ritrattata) dalle colonne della "Stampa". L'unico a voler scommettere è Orlando Corradi, presidente ed amministratore delegato di Mondo Tv, che ha reso noto di essere disponibile a partecipare ad una eventuale cordata di imprenditori italiani: «Con un investimento, però, al massimo di 2 milioni di euro. E a titolo personale».

«Siamo stati zitti -ha aggiunto Berlusconi- quando pensavamo che il governo con un minimo di senno trattasse con Air France un accordo che desse ad Alitalia pari dignità». Il numero uno del Pdl poi ribadisce anche di aver sempre considerato la proposta del gruppo-franco-olandese come «irricevibile ed offensiva».

Peccato però che ad oggi la prospettiva di un fallimento di Alitalia è sempre più vicina e semmai una cordata ci sarà, potrà ricomprarsi Alitalia a zero lire senza nessun dovere di salvare il posto di lavoro a chicchessia.

A rispondere per le rime a Berlusconi arriva Antonio Di Pietro che invoca l'intervento dei giudici e della Consob contro «il grave tentativo di manipolazione del mercato che avrebbero potuto comportare le dichiarazioni irresponsabili di Berlusconi». Per il ministro delle Infrastrutture e leader di Idv «sarebbe ora che le autorità di controllo, a cominciare dalla Consob ma anche i giudici, valutassero l'irresponsabilità di questo comportamento di Berlusconi - ha detto Di Pietro - che ha illuso le parti in causa portandole a una esasperazione così conflittuale». L'effetto sulla vertenza, a questo punto, è stato un irrigidimento delle parti, ha spiegato, «con il risultato che adesso la frittata è fatta, la corda si è rotta e si rischia che migliaia di lavoratori e un insieme imprenditoriale vada in fallimento».

L'impegno e l'auspicio del leader dell'Italia dei Valori è quindi che «di questa trattativa possano essere riallacciati i fili del discorso - ha scandito - e soprattutto che si trovi una soluzione nelle prossime settimane per evitare il fallimento». Infine, Di Pietro ha fatto un appello ai sindacati: «Nell'interesse dei lavoratori bisogna stare attenti a non tirare troppo la corda perchè poi alla fine si rimane con un pugno di mosche in mano».

Anche Tabacci della Rosa Bianca attacca: «Berlusconi ha starnazzato dicendo che c'erano cordate in arrivo, prima i suoi figli, poi i suoi nipoti e poi non so chi altri. È un gioco per rendere più torbide le acque non certo per affrontare un nodo che è di natura strategica. In tutti i cieli del mondo - ha proseguito Tabacci - si vola secondo certi target, certe caratteristiche. Non è che in Italia si può volare in maniera diversa e chi lavora in Alitalia può pensare che non risponde ai canoni, ai criteri, ai quali rispondono coloro che lavorano in altre compagnie con cui si fa concorrenza. L'interesse del cittadino italiano- ha proseguito- come di un cittadino tedesco o francese è quello di avere un gruppo strutturato in maniera efficace che ti porta a destinazione, avendo garantito la sicurezza, un costo accettabile del biglietto aereo ed un servizio efficiente. Questo è quello che ha in testa, altro che l'italianità. Tutte queste balle sull'italianità - ha concluso- nascondono grossissime bufale».

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L'acqua è un bene di tutti

  • Apr 2, 2008
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L'acqua è un bene di tutti

Veltroni scrive a Padre Zanotelli

Caro Alex,

nella tua lettera ricordi la visita che ti feci, ormai quasi dieci anni fa, a Korogocho. Ricordi le parole e gli sguardi che ci siamo scambiati e l’impegno che presi con te, ma soprattutto con me stesso: non dimenticare. E come avrei potuto dimenticarmi dell’immane sofferenza che mi hai aiutato a toccare con mano? Come tu ben sai, perché altre volte ci siamo incontrati in questi anni, da quel momento, da quel primo viaggio, ho portato la mia allora breve ma intensa esperienza nel continente africano al centro del mio impegno politico. 

Da Sindaco, nei sette bellissimi anni in cui ho amministrato Roma, credo di aver fatto sì che la città sia stata, e sia considerata, un punto di riferimento per coloro che hanno a cuore le sorti dell’Africa e dei popoli poveri del mondo. La lotta alla povertà e alla fame è divenuto uno dei principali tratti dell’identità di Roma, del suo concreto modo di essere e di agire. E questo impegno è stato riconosciuto non solo dalle altre città e dalla Campagna per gli Obiettivi del Millennio, ma anche dalle tante associazioni di volontariato e di cooperazione, dai tanti volontari laici e cattolici che animano, per fortuna, la società civile romana. In Africa abbiamo portato centinaia di ragazzi delle scuole romane ad inaugurare scuole e pozzi d’acqua costruiti con i fondi da loro raccolti. Li abbiamo portati dove tu mi hai mostrato l’abisso della povertà, nelle discariche, per rendersi conto di come ragazzi come loro sono costretti a vivere. A tentare di farlo.

E come ho portato nella mia esperienza di Sindaco l’urgenza di richiamare l’attenzione della politica italiana sul dramma della povertà nel mondo, così oggi, caro Alex, da segretario del Partito democratico considero 
questo impegno la priorità del nostro Paese nel mondo. 

L’ho ribadito anche lo scorso 16 febbraio, quando ho presentato il programma del Partito democratico per il futuro dell’Italia e ho detto – cito quasi testualmente – che faremmo un torto alla nostra civiltà, oltre che al futuro stesso dell’umanità, se non assumessimo in modo più stringente e vincolante su di noi il compito, il dovere, di lottare contro la povertà e la fame e per il raggiungimento degli altri Obiettivi di Sviluppo del Millennio. Ripeto ancora ciò che dissi quel giorno: non è più solo una questione di risorse da destinare agli aiuti allo sviluppo, anche se fa male constatare che l’Italia è ferma allo 0,20 per cento del Pil, e che solo Grecia e Stati Uniti fanno meno di noi; è anche una questione di qualità e di efficacia, di come gli aiuti vengono impiegati, ed è anche per questo nella prossima legislatura dovremo provvedere una sollecita approvazione della legge di riforma della cooperazione.

E’ un impegno che dobbiamo a quei milioni di italiani – volontari, missionari, associazioni, Ong – che si spendono per migliorare le condizioni di vita nei paesi in via di sviluppo. E’ un impegno che ribadisco volentieri direttamente con te, ascoltando il tuo appello in occasione della giornata mondiale dell’acqua. L’acqua è un bene comune fondamentale il cui accesso, come anche la qualità, devono essere garantiti a tutti. In molte, troppe aree del mondo, questo significa una politica pubblica di costruzione delle infrastrutture che portino l’acqua a tutta la popolazione. In Europa, nei nostri Paesi, significa garantire a tutti un servizio di qualità, che risponda a standard precisi. Questa è la vera condizione irrinunciabile, ed è una condizione che può essere garantita solo da aziende di gestione che siano vere aziende industriali. Solo aziende industriali, che possono poi avere un assetto proprietario pubblico o privato o misto, sono realmente capaci di raggiungere sufficienti economie di scala o di scopo. Solo così potranno essere garantiti a tutti servizi pubblici al massimo livello della qualità, al minimo costo di produzione e con la più ampia trasparenza dei meccanismi di determinazione delle tariffe.

Non ovunque ci sono le stesse domande, e non ovunque, per fortuna, esse hanno la stessa drammaticità. Ma quel che deve valere per tutti, nei paesi più poveri come nel ricco Occidente, è il diritto all’accesso e alla qualità dell’acqua. 

Walter Veltroni

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Adesso un'Italia nuova si puo' fare Veltroni Presidente!

  • Apr 1, 2008
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