Domani è l'Earth Day: 24 ore per sensibilizzare i governi sull'ambiente
Con
un pensiero anche alle nostre azioni quotidiane
Musica e piccoli gesti
per il futuro di
tutti
di
JOVANOTTI
NON
sono Al Gore... In realtà io faccio una vita piuttosto normale, insieme alla mia
famiglia semplicemente cerchiamo di rispettare l'ambiente nei piccoli gesti
quotidiani. Io sono, per carattere, non catastrofista. Cercherei di fare un
ritratto abbastanza positivo della situazione. Ci sono dei segni molto positivi
che stanno arrivando: pensate quanto è cambiata la coscienza ecologica negli
ultimi 10 anni. È cambiata veramente tanto.
Ci sono anche dei segni che
ci indicano che abbiamo preso la strada sbagliata: come la tendenza ad
antropomorfizzare la natura. Questa idea che la natura è una specie di parente
che ogni tanto bisogna andare a trovare non è una idea sana secondo me: la
natura è tutto. Siamo passati dal futuro come promessa, al futuro come minaccia.
E questa è la vera forma di resistenza che noi dobbiamo portare avanti: cercare
di tornare, di recuperare una visione del futuro come promessa e non del futuro
come minaccia.
Io vengo dal rap: dalla musica più urbana che c'è. Però,
a maggior ragione, nascendo dalle città il rap ha una grande ansia, ha una forte
anelito verso il corpo, verso comunque l'essere naturale. E questa secondo me è
l'esigenza di una comunità cresciuta in una condizione totalmente urbana che per
forza di cose va a cercare una natura dentro di se, attraverso un tipo di
musica.
Questa ricerca di un senso di giustizia da parte di molti
artisti secondo me ha a che fare semplicemente con il fatto di essere artisti.
Perché nella musica a volte si intravedono mondi perfetti. Nella musica si
intravedono mondi equilibrati. Un artista come Bono, che è un grande artista,
che vive momenti di estasi dentro gli stadi pieni di gente che lo amano, ha
visto quell'energia e quel momento di utopia sospesa tante volte.
Quindi si muove in quella direzione, spendendosi in
prima persona e credo con dei risultati eccezionali. Tutto questo fa sì che lui
porti tutto questo bagaglio e lo faccia diventare politica. Politica in una
maniera moderna, alla maniera sua. Dopodiché da lì il passo è breve per capire
che tutto è collegato: la povertà di gran parte di questo pianeta ha a che fare
con la distruzione sistematica degli ecosistemi del nostro pianeta.
Sicuramente c'è un grosso movimento. Io per esempio sono amico di Ben
Harper, se ne parlava proprio qualche giorno fa di questa aria che sta venendo
fuori attraverso di lui, attraverso gente come Jack Johnson che ha scritto sul
suo disco "Questo disco è stato realizzato interamente con energia solare".
Ho chiesto all'Enel di fare un lavoro per l'emissione zero di anidride
carbonica durante la mia tournée. Calcoleranno, con una onlus che offre questo
tipo di servizio, una media di emissioni. Non solamente relativa alle mie
macchine, agli spostamenti del camion e all'elettricità prodotta dal concerto,
ma anche alle macchine del pubblico che arriverà. Quindi tutte le emissioni
prodotte da un mio concerto. E faranno progetti di riforestazione nella
provincia dove avviene il concerto.
Come genitore penso veramente che le
cose cambieranno, Rispetto alla coscienza ecologica stanno già cambiando. Stanno
cambiando anche in questo momento. In fondo ciò che è utile diventa
automaticamente bello. Io vorrei vedere i nostri centri storici pieni di
pannelli solari, perché sono molto belli.
È la funzione che esercitano
che li rende belli. Così come il corpo di una donna è bello perché è
riproduttivo, allo stesso modo è interessante tutto quello che ha a che fare con
l'ecologia oggi perché ci fa venire in mente la riproduzione della nostra
specie, la sopravvivenza della nostra specie.
Tutte queste eliche lungo
i nostri crinali all'inizio disturbavano un po', adesso sempre meno. Tra un po'
sarà bellissimo vedere un crinale con le eliche per l'energia eolica. Così come,
probabilmente, negli anni '50 e '60 un "signorotto" passando davanti ad una
delle fabbriche che sbuffavano fumo avrà pensato: "Che meraviglia il mondo
moderno!". Dobbiamo andare un futuro in cui non c'è più l'Earth Day, ma è tutti
i giorni Earth Day.
Ecco il testo del monologo , in onda domani su
Sky Cinema Mania alle ore 20.40 con il titolo "Conversazione con Jovanotti"
(21
aprile 2008)